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Come scegliere

Prosecco brut o extra dry: il dosaggio e gli zuccheri

Su un'etichetta di Prosecco brut ed extra dry indicano quanto zucchero resta nel vino. Il brut sta sotto i 12 grammi per litro, l'extra dry tra 12 e 17 g/l: a parità di tutto il resto l'extra dry risulta più dolce. La scala vale soltanto per lo spumante.

Le sei diciture ammesse, dal brut nature al demi-sec, misurano il residuo zuccherino e non dicono nulla sulla zona di produzione. I disciplinari del Prosecco DOC, del Conegliano Valdobbiadene e dell'Asolo Prosecco stabiliscono quali diciture ogni denominazione può usare, e i consorzi di tutela pubblicano i grammi per litro di ciascuna fascia. Questa pagina mette in fila le fasce, spiega da dove arriva lo zucchero e indica che cosa cambia nel bicchiere e a tavola.

Dati verificati: 2026-11. Aggiornato il 6 novembre 2026.

Brut, extra dry, dry: la scala degli zuccheri

Le diciture che compaiono su una bottiglia di Prosecco spumante sono sei e corrispondono a fasce di residuo zuccherino misurate in grammi per litro. Il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco le pubblica così: brut nature da 0 a 3 g/l, extra brut da 0 a 6, brut sotto i 12, extra dry da 12 a 17, dry da 17 a 32, demi-sec da 32 a 50. Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene usa le stesse fasce per le versioni della sua DOCG e scrive il brut come intervallo pieno, da 0 a 12 g/l.

Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima riguarda le sovrapposizioni nella parte secca della scala: un vino con 4 g/l rientra sia nell'extra brut sia nel brut, e la scelta della dicitura spetta al produttore. La seconda riguarda l'estremo dolce: oltre il demi-sec non c'è altra fascia, quindi uno spumante di queste denominazioni non viene mai dichiarato dolce.

Il residuo zuccherino non misura la qualità. Un extra dry e un brut della stessa cantina possono partire dalla stessa base; cambia la quantità di zucchero che resta nel vino alla fine della presa di spuma.

Fasce di residuo zuccherino dello spumante e denominazioni che le ammettono
DicituraZuccheri (g/l)Dove compare
Brut natureDa 0 a 3Prosecco DOC e DOC rosé; obbligatoria per il "sui lieviti" delle due DOCG
Extra brutDa 0 a 6Prosecco DOC, DOC rosé, Conegliano Valdobbiadene, Asolo
BrutMeno di 12Prosecco DOC, DOC rosé, Conegliano Valdobbiadene, Asolo
Extra dryDa 12 a 17Prosecco DOC, DOC rosé, Conegliano Valdobbiadene, Asolo
DryDa 17 a 32Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene, Asolo
Demi-secDa 32 a 50Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene, Asolo
Dal brut nature al demi-secLimite superiore in grammi per litro di ciascuna fascia, come la pubblica il Consorzio della DOC Prosecco; l'extra dry è evidenziato.
3 g/l Brut natureDa 0 a 3 g/l
6 g/l Extra brutDa 0 a 6 g/l
12 g/l BrutSotto i 12 g/l
17 g/l Extra dryDa 12 a 17 g/l
32 g/l DryDa 17 a 32 g/l
50 g/l Demi-secDa 32 a 50 g/l

Fonti: Consorzio di Tutela della denominazione di origine controllata Prosecco (2026); Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG (2026).

Il brut è più secco dell'extra dry?

Sì. Il brut sta sotto i 12 g/l, l'extra dry tra 12 e 17, quindi la distanza dichiarata tra le due fasce parte da pochi grammi e può superare i dieci. L'ordine delle parole inganna, perché in inglese *dry* significa secco ed *extra dry* sembra promettere qualcosa di più secco ancora. Nel vocabolario degli spumanti il dry indica una fascia più dolce dell'extra dry, e l'extra dry una fascia più dolce del brut.

L'ordine completo, dal più secco al più dolce, è questo:

  • brut nature, da 0 a 3 g/l;
  • extra brut, da 0 a 6 g/l;
  • brut, sotto i 12 g/l;
  • extra dry, da 12 a 17 g/l;
  • dry, da 17 a 32 g/l;
  • demi-sec, da 32 a 50 g/l.

Perché due vini con lo stesso residuo sembrano diversi

Lo zucchero si avverte in rapporto all'acidità. I disciplinari fissano un'acidità totale minima di 4,5 g/l per il Prosecco DOC e per il Conegliano Valdobbiadene e di 5,0 g/l per l'Asolo. Le schede del Consorzio della DOC Prosecco indicano 5,0 g/l per tutte le sue tipologie, un valore più alto di quello del disciplinare, che resta la fonte ufficiale. Quando l'acidità è più alta la dolcezza si sente meno, quindi due bottiglie con lo stesso residuo possono dare impressioni distanti.

Per il gusto più secco possibile conviene cercare brut nature o extra brut: un brut può arrivare poco sotto i 12 g/l, cioè vicino al limite inferiore dell'extra dry.

Da dove viene lo zucchero del bicchiere

Il Prosecco spumante nasce con il metodo Martinotti, cioè con una seconda fermentazione in grandi recipienti a tenuta di pressione, le autoclavi. Il Consorzio della DOC Prosecco descrive sei fasi: pressatura, prima fermentazione con lieviti selezionati a circa 18 °C per 15 a 20 giorni, illimpidimento, seconda fermentazione in autoclave per almeno 30 giorni (60 per il rosé), controlli dell'organismo Valoritalia e imbottigliamento.

Lo zucchero finale può avere due origini. La prima è la gestione della temperatura durante la seconda fermentazione: il Consorzio spiega che il controllo termico permette agli enologi di mantenere nel prodotto finito un residuo zuccherino. La seconda è lo sciroppo di dosaggio, che i disciplinari ammettono per le categorie vino spumante di qualità e vino spumante. Il disciplinare del Prosecco DOC chiede che lo sciroppo sia composto da prodotti derivanti da uve della denominazione, saccarosio, mosto concentrato rettificato o loro miscele. Quello del Conegliano Valdobbiadene chiede saccarosio, mosto d'uva della DOCG e mosto concentrato rettificato o loro miscele, e lo ammette solo dove la normativa europea lo prevede.

Per lo spumante "sui lieviti" il dosaggio non esiste. La rifermentazione avviene in bottiglia senza separare i residui di fermentazione, il vino si vende nella sola tipologia brut nature e il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene gli attribuisce un residuo di 0 g/l.

Quali diciture ammette ogni denominazione

La scala dal brut al demi-sec riguarda soltanto lo spumante. Per il vino fermo e per il frizzante i disciplinari usano un altro vocabolario: il Prosecco DOC fermo e frizzante va da secco ad amabile, il Conegliano Valdobbiadene fermo da secco ad abboccato e il suo frizzante da secco ad amabile, l'Asolo fermo da secco ad abboccato e il frizzante da secco ad amabile. Per questi termini i consorzi non pubblicano fasce in grammi per litro, e su una bottiglia di frizzante la dicitura brut non compare.

Lo spumante rosé è l'unico caso in cui il disciplinare accorcia la scala: il Prosecco DOC rosé si commercializza da brut nature a extra dry, quindi dry e demi-sec in rosa non esistono.

Le due DOCG partono un gradino più in alto. I loro disciplinari ammettono le versioni da extra brut a demi-sec, e il brut nature resta riservato allo spumante "sui lieviti". Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene presenta in pratica quattro versioni, extra brut, brut, extra dry e dry, e descrive il dry come la meno diffusa. Le differenze di zona, resa e menzioni tra le tre denominazioni sono raccolte nella guida al confronto tra DOC e DOCG.

Diciture ammesse dai tre disciplinari
SpumanteFermo e frizzante
Prosecco DOCDa brut nature a demi-secDa secco ad amabile
Prosecco DOC roséDa brut nature a extra dryTipologia non prevista
Conegliano Valdobbiadene DOCGDa extra brut a demi-sec; "sui lieviti" solo brut natureFermo da secco ad abboccato, frizzante da secco ad amabile
Asolo Prosecco DOCGDa extra brut a demi-sec; "sui lieviti" solo brut natureFermo da secco ad abboccato, frizzante da secco ad amabile

Il disciplinare dell'Asolo si contraddice su un punto: l'articolo 5 ammette le versioni da extra brut a demi-sec, l'articolo 6 descrive il sapore dello spumante come da extra brut ad abboccato. La regola di commercializzazione resta quella dell'articolo 5.

Che cosa si compra davvero

Il dosaggio più venduto è l'extra dry. Il Rapporto economico 2024 del Distretto del Conegliano Valdobbiadene, curato dal CIRVE su dati Valoritalia, indica per il 2023 una quota dell'extra dry pari al 56,6% delle vendite di spumante DOCG, in calo di circa il 7% rispetto al 2022, e una quota del brut al 38,8%, in aumento. Il demi-sec resta su valori contenuti e stabili. La differenza, 4,6 punti, si distribuisce tra le altre categorie.

Lo stesso rapporto misura la dimensione della denominazione nel 2023: 92.431.433 bottiglie in tutto, di cui 85.730.923 di spumante, 3.686.825 di Rive, 1.115.852 di Superiore di Cartizze, 152.587 di "sui lieviti", 1.674.545 di frizzante e 70.701 di vino fermo, per un valore di 584.979.967 euro.

Per la DOC Prosecco non esiste un dato pubblico equivalente sulla ripartizione per residuo zuccherino. Il suo Consorzio riporta per il 2024 660 milioni di bottiglie imbottigliate, con un aumento del 7% rispetto al 2023 e un valore stimato al consumo di 3,6 miliardi di euro.

Spumante DOCG venduto per residuo zuccherino, 2023Quote delle vendite di Conegliano Valdobbiadene spumante; la voce altre categorie è la differenza rispetto al 100%.
  • Extra dry56,6%
  • Brut38,8%
  • Altre categorie4,6%

92.431.433 bottiglie della denominazione nel 2023

Fonte: Centro Studi di Distretto del Conegliano Valdobbiadene e CIRVE (2025).

Quale dosaggio portare a tavola

Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene pubblica un abbinamento per ciascuna versione, e la fascia di zucchero spiega la scelta: più il vino è secco, più regge i piatti salati e grassi; più è dolce, più si avvicina ai dolci secchi e alle preparazioni piccanti. L'extra dry è indicato per l'aperitivo, il brut anche per un pasto intero.

Uno studio dell'Università di Padova pubblicato nel 2025 sull'Italian Journal of Food Science ha messo alla prova tre stili di Prosecco con tre stagionature di Asiago, su un panel addestrato e su 117 consumatori per sessione. Lo spumante usato nella prova era un extra dry della DOCG di Valdobbiadene, dichiarato dal produttore a 15,0 g/l di zucchero e 6,0 g/l di acidità totale, cioè un valore interno alla fascia da 12 a 17.

Gli abbinamenti più graditi sono stati quelli dello spumante con l'Asiago fresco e con l'Asiago stravecchio. Nel primo caso gli autori attribuiscono la preferenza al contrasto tra la dolcezza del formaggio fresco (7,74 su 10 nel giudizio del panel) e l'acidità del vino (8,11 su 10), sostenuta dall'effervescenza (8,06 su 10), che bilancia la parte grassa del formaggio (7,05 su 10). Nel secondo caso la preferenza viene ricondotta alla sinergia aromatica. Le combinazioni con l'Asiago di media stagionatura hanno ottenuto i punteggi più bassi.

Fasce di residuo zuccherino e abbinamenti pubblicati dal Consorzio del Conegliano Valdobbiadene
DicituraZuccheri (g/l)Abbinamenti indicati dal Consorzio
Extra brutDa 0 a 6Crudité, primi di mare e di terra
BrutDa 0 a 12Antipasti di pesce e verdure, primi con frutti di mare, pesce al forno, a tutto pasto
Extra dryDa 12 a 17Aperitivo, minestre di legumi e frutti di mare, paste con sughi di carne delicati, formaggi freschi, carni bianche
DryDa 17 a 32Dolci a pasta secca, piatti piccanti della cucina fusion
Sui lieviti, brut nature0Insaccati e formaggi, baccalà, sarde in saor, pizza

Come servirlo e che cosa cercare in etichetta

I due consorzi concordano sul servizio: temperatura tra i 6 e gli 8 °C e calice a tulipano piuttosto ampio. Il Consorzio della DOC Prosecco scrive che il flûte non è adatto, perché non lascia emergere il profumo; quello del Conegliano Valdobbiadene sconsiglia flûte e coppa e indica per il dry un servizio più freddo, a 6 °C, per attenuarne la dolcezza. Sulla conservazione lo stesso Consorzio indica un ambiente fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore, e ricorda che il vino si esprime al meglio nell'anno successivo alla vendemmia.

In etichetta la dicitura del dosaggio compare accanto al nome della denominazione o sotto di esso, in caratteri più piccoli. Per lo spumante "sui lieviti" la dicitura brut nature è obbligatoria. Il Consorzio della DOC Prosecco ricorda inoltre che l'etichetta deve portare la dicitura Prosecco DOC e l'indicazione Prodotto in Italia, e che il vero Prosecco DOC arriva sempre in bottiglia.

Per cogliere la differenza il modo più rapido è assaggiare due dosaggi vicini. Una degustazione sulle colline del Prosecco consente di provarli in sequenza, e la guida alla visita delle colline raccoglie gli indirizzi. In alternativa si possono confrontare una bottiglia di Conegliano Valdobbiadene e una di Prosecco DOC con due diciture diverse. Questa pagina non riporta prezzi, perché i consorzi non ne pubblicano.

Domande frequenti

Il Prosecco brut è più secco dell'extra dry?

Sì. Secondo i consorzi di tutela il brut sta sotto i 12 grammi di zucchero per litro, mentre l'extra dry va da 12 a 17. A parità di acidità l'extra dry risulta quindi più dolce. Le due diciture misurano solo il residuo zuccherino e non dicono nulla sulla zona di produzione o sulla qualità del vino.

Quanti grammi di zucchero ha un Prosecco extra dry?

Da 12 a 17 grammi per litro, secondo le schede del Consorzio della DOC Prosecco e del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene. Uno spumante extra dry della DOCG di Valdobbiadene usato in uno studio dell'Università di Padova pubblicato nel 2025 era dichiarato dal produttore a 15,0 g/l di zucchero, con 6,0 g/l di acidità totale.

Esiste il Prosecco dolce?

Nelle denominazioni venete la fascia più dolce dello spumante è il demi-sec, da 32 a 50 grammi per litro. La ammettono il disciplinare del Prosecco DOC e quelli delle due DOCG, mentre lo spumante rosé della DOC si ferma all'extra dry. Nessuno dei tre disciplinari prevede una dicitura dolce per lo spumante.

Che differenza c'è tra dry ed extra dry?

Il dry è la versione più dolce: da 17 a 32 grammi di zucchero per litro, contro i 12 a 17 dell'extra dry. Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene lo descrive come la tipologia meno diffusa e consiglia di servirlo a 6 °C, più freddo delle altre versioni, per attenuarne la dolcezza. Gli abbinamenti indicati sono dolci a pasta secca e piatti piccanti.

Il brut nature ha zero zuccheri?

Quasi. Il Consorzio della DOC Prosecco lo colloca tra 0 e 3 grammi per litro. Lo spumante "sui lieviti" delle due DOCG si vende obbligatoriamente come brut nature, perché rifermenta in bottiglia senza separare i residui di fermentazione, e il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene gli attribuisce un residuo di 0 g/l.

Quale dosaggio scegliere per l'aperitivo?

L'extra dry è la versione che il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene indica per l'aperitivo, ed è anche la più venduta: il 56,6% delle vendite di spumante DOCG nel 2023. Chi preferisce accompagnare un pasto intero può orientarsi sul brut, che nel 2023 ha raggiunto il 38,8% delle vendite e che lo stesso Consorzio consiglia a tutto pasto.

Fonti

  1. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (2025). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata "Prosecco". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 22.09.2025 (G.U.R.I. n. 227 del 30.09.2025).
  2. Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (2019). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Conegliano Valdobbiadene - Prosecco". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 12.07.2019 (G.U. n. 185 dell'8.8.2019).
  3. Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (2024). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Asolo Prosecco" o "Asolo". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 09.09.2024 (G.U. n. 218 del 17.09.2024).
  4. Consorzio di Tutela della denominazione di origine controllata Prosecco (2026). Tipologie. prosecco.wine, pagina ufficiale del Consorzio, consultata il 6 novembre 2026.
  5. Consorzio di Tutela della denominazione di origine controllata Prosecco (2026). Produzione. prosecco.wine, pagina ufficiale del Consorzio, consultata il 6 novembre 2026.
  6. Consorzio di Tutela della denominazione di origine controllata Prosecco (2026). Degustare. prosecco.wine, pagina ufficiale del Consorzio, consultata il 6 novembre 2026.
  7. Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG (2026). Abbinamenti. prosecco.it, pagina ufficiale del Consorzio, consultata il 6 novembre 2026.
  8. Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG (2026). Conservazione e servizio. prosecco.it, pagina ufficiale del Consorzio, consultata il 6 novembre 2026.
  9. Centro Studi di Distretto del Conegliano Valdobbiadene e CIRVE (2025). Distretto del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Rapporto economico 2024. Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, pp. 4 e 38 a 39.
  10. Lomolino, G., De Iseppi, A., Stiletto, A., Marangon, M., Curioni, A., Pasini, G., Vincenzi, S., Franceschi, D., Crapisi, A., e Trestini, S. (2025). Pairing Prosecco wine and Asiago cheese: insights from a panel assessment and consumer test. Italian Journal of Food Science, 37(4), pp. 364 a 382.